Messaggio 127
 
     
 
Delhi, 4 dicembre 2007
 
     
 

Su azione di Intelligenza (Chaitanya) e attività di Idee (Chitta Vritti)


Nell’attività dell’idea, c’è un intervallo di tempo tra chi opera e l’operato, tra l’idea e l’attuazione. L’attività avviene secondo un modello pre-concepito. L'attività appartiene al mondo esteriore dove la psiche separativa l’“Io” indulge in acquisizioni. È il mondo di uscire fuori per ottenere ed afferrare. L’intervallo di tempo è perciò una necessità per questa dimensione centrifuga che inoltre coinvolge motivo e direzione. Qui il cercare opera assieme alla divisione tra cercatore e quello che si cerca.

Nell’azione dell’intelligenza, c’è una profonda percezione da momento a momento e il tempo non interviene, tra colui che percepisce e quello che si fà. Qui quello che si cerca avviene istantaneamente. Nel mondo interiore, il discernimento della frammentazione fittizia chiamata “Io” e l’abbandonarla è davvero importante. Rinunciare e diventare vuoto, finendo così l’“Io” divisivo è quello che avviene nella dimensione centripeta. Tempo è totalmente ridondante (superfluo) a lasciare l’“Io”. La fine dell’immagine virtuale, chiamata “Io”, è l’emergere dell'intelligenza la quale è reale. Se il tempo si insinua strisciando vestita da idea e metodo di lasciare, allora l’“Io” ancora asserirebbe e continuerebbe a bloccare il risveglio e la prestazione dell'intelligenza.

Il capire dell’“Io” è il disfare dell’“Io” e il dispiegarsi dell’intelligenza. Questa è una primavera senza tempo. Questa libertà dal tempo è la più grande illuminazione.

Jai azione dell'Intelligenza