Messaggio 135
 
     
 
Sofia (Bulgaria), 19 febbraio 2008
 
     
 

Tarikat, Sharifat, Marifat e Haquikat di un santo Sufi

Tarikat
L’accettazione di alcune norme etiche basilari (tarika) costituisce l’inizio di una vita profondamente religiosa. Proprio come Yama – Niyama (regole e disposizioni morali), e altre norme suggerite nella via dello yoga, esse ci consentono di divenire consapevoli dell’angusta attività ego-centrica (dell’io) ottenendone in questo modo la distruzione.

Sharifat
Vivere in umiltà, rinunciare all’orgoglio, essendo “nessuno”, rimanendo in incognito e nell’anonimato – è essere uno Sharif. Aver caro il permanere in un calmo tapas senza alcuna forma di notorietà. Questo significa dimorare in saggezza senza nulla volere.

Marifat
Morendo (Marjana) di momento in momento alla separativa psiche “io” significa dimorare nella vivente intelligenza.

Haquikat
L’io reale non è un individuo ma l’intera umanità, l’Universalità. E’ divinità priva d’alcuna divisione di sorta. Questo è Ishwara-Pranidana del Kriya Yoga.

La rivoluzione religiosa instaura uno stato naturale. E’ la fine dell’io e l’apparizione dell’Intelligenza.

La rivoluzione politica instaura uno stato potente per mezzo della promozione dell’io per ogni dove e della perversione dei conflitti interni.

La consapevolezza della scelta non è indecisione. Essa è rinuncia alle scelte dell’egoismo.

Yauda Aham, Tauda Bandham
Yauda Naaham, Tauda Moksham

Dove v’è “io”, vi è schiavitù.
Dove v’è “non-io”, là vi è libertà.

Jai Saint