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Tarikat,
Sharifat, Marifat e Haquikat di un santo Sufi
Tarikat
L’accettazione di alcune norme etiche basilari (tarika) costituisce
l’inizio di una vita profondamente religiosa. Proprio come Yama
– Niyama (regole e disposizioni morali), e altre norme suggerite
nella via dello yoga, esse ci consentono di divenire consapevoli dell’angusta
attività ego-centrica (dell’io) ottenendone in questo modo
la distruzione.
Sharifat
Vivere in umiltà, rinunciare all’orgoglio, essendo “nessuno”,
rimanendo in incognito e nell’anonimato – è essere
uno Sharif. Aver caro il permanere in un calmo tapas senza alcuna forma
di notorietà. Questo significa dimorare in saggezza senza nulla
volere.
Marifat
Morendo (Marjana) di momento in momento alla separativa psiche “io”
significa dimorare nella vivente intelligenza.
Haquikat
L’io reale non è un individuo ma l’intera umanità,
l’Universalità. E’ divinità priva d’alcuna
divisione di sorta. Questo è Ishwara-Pranidana del Kriya Yoga.
La rivoluzione religiosa instaura uno stato naturale. E’ la fine
dell’io e l’apparizione dell’Intelligenza.
La rivoluzione politica instaura uno stato potente per mezzo della promozione
dell’io per ogni dove e della perversione dei conflitti interni.
La consapevolezza della scelta non è indecisione. Essa è
rinuncia alle scelte dell’egoismo.
Yauda Aham, Tauda Bandham
Yauda Naaham, Tauda Moksham
Dove v’è “io”, vi è schiavitù.
Dove v’è “non-io”, là vi è libertà.
Jai Saint
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