Messaggio 15
 
     
 
New Orleans,USA, 28 Settembre 1999
 
     
  Quel “vedere” che non è legato ad alcuna esperienza, anzi che scaturisce dall’assenza stessa di qualsiasi esperienza, è una consapevolezza in cui non è possibile ci sia alcuna agitazione in quanto non c’è alcuna scelta, alcuna classificazione in “piacevole” e “spiacevole”. Quello stato è MEDITAZIONE.
Ecco allora che —nel silenzio — avviene ciò che di più SACRO può avvenire, con la sua incommensurabile benedizione. Questa esperienza — realmente un miracolo — è ogni volta nuova anche se, forse, ogni volta è esattamente la stessa.
Paradossalmente essa ha una forza e un potere immensi e, nello stesso tempo, una tremenda vulnerabilità: essa ricorda la forza di un filo d’erba che può — con un sorriso — accettare una morte casuale. Quando arriva ti riempie completamente e poi se ne va in un attimo: ma quel momento è al di là del tempo e della morte.
La mente meschina che si infrange contro il nulla del suo esistere questo è il significato dell’esplosione dell’Omkar nello Yoni Mudra, questo è l’inizio della vera meditazione e del divino ubriacamento.
La meditazione è la distruzione del pensiero non è l’indulgere nei piaceri del pensiero prigioniero dei suoi propri intrighi, inibizioni, divisioni, allucinazioni, brame, paradossi.

Ecco un semplice esempio di consapevolezza che non nasce da una “esperienza“:

quando una persona è abbastanza matura da comprendere che sia l’adulazione che l’insulto si muovono entrambi entro i confini della vanità e dell’egoismo della mente umana, allora non c’è adulazione o insulto che possano avere alcun effetto su di questa. Allora non ci sarà “esperienza” di adulazione o di insulto anche se ci sarà consapevolezza di tali movimenti che avvengono tutt’intorno.

La maturità appartiene ad un area che non è della mente. La mente è sempre immatura e non potrà mai sperimentare ciò che è di più sacro poiché ogni “esperienza” è profana. Pretendere di avere “esperienza” di qualcosa è la prova che quel qualcosa non è reale. Semmai è un segno che indica una strada da essere percorsa, un seguo che deve essere oltrepassato.
Il vostro viaggio deve proseguire e perciò non accontentatevi mai del discernimento, della comprensione raggiunta: ben presto ogni raggiungimento diventa vecchio e stantio. Benedetti sono quegli esseri umani la cui unicità si realizza nella completa apertura alla suprema beatitudine del Divino. Questa unicità non ha nulla a che vedere con la costruzione di una personalità plasmata dall’Ego.

Jai Kriya Yoga