Messaggio 16
 
     
 
Melbourne, Australia, 30 Ottobre 1999
 
     
 

“Resurrezione” significa ritornare alla vita da uno stato di morte e distruzione causata dal pensiero e dalle sue famigerate trame. Quello che allora opera è il meraviglioso organismo vivente, il nostro corpo con la sua inerente intelligenza. Ecco che allora sgorga la piena esperienza della vita, il suo palpito unico e inconfondibile, la sua bellezza, la sua gioia, la sua benedizione. Tutto questo va ben oltre la falsità dei dogmi, del fanatismo, delle storielle meschine, delle congetture scambiate per verità e delle superstizioni. Questa “resurrezione” è davvero il significato della melodia del Kriya Yoga di Lahiri Mahashay. Per favore cercate di comprendere questo è smettete di andare sempre in cerca di nuove cose presso i mercati “spirituali”. Cercate di vivere, di esistere come esiste un fiore: espressione vivente di ciò che non si può misurare, nominare, capire.
Cercate di vivere in uno stato di continua ricerca non tenete la testa piena di inutili domande. Non sprofondate nel fango delle diatribe teologiche che sono incoraggiante dai ciarlatani spirituali e dalle mafie “religiose“. Trovarsi in uno stato di ricerca significa essere alleato con l’intelligenza e la consapevolezza al di fuori di ogni coscienza di separazione mentre riempirsi di domande vuol dire trovarsi impelagati con gli inganni e le manie della mente. Ricerca significa azione. Porsi domande significa attività cioè re-azione. Tutte le vostre “esperienze“ (sia religiose che non) sono la causa prima del vostro DUKKHA (dolore). Il “vedere” realmente distruggere la continuità del pensiero e — almeno per un po’ — libera dalla pressione delle varie “esperienze“ che accadono nel regno dell’Io. Questo stato è l’equilibrio che consegue alla pratica del Kriya di Lahiri Mahashay ovvero la liberazione dalla impostura dello Yoga pubblicizzato e venduto sul mercato che altro non è se non inquinamento mentale organizzato.
In nome di Dio, liberatevi per sempre dalle consolazione e dalle gratificazioni che ricavereste dal coltivare concetti mentali su Dio come tante altre illusioni.
Il Kriya Yoga non consiste tanto nel “fare” questo e quest’altro, semmai è piuttosto una via per “non fare”, per “disfare qualcosa“! Kriya significa raccogliere energie per riuscire un giorno ad esplodere in “quello che è“ e non a sfuggire dalla realtà rifugiandosi in “quello che dovrebbe essere“.

Vita lunga alla tradizione di Lahiri