Messaggio 19
 
     
 
Lunedì, 17 febbraio 2000
 
     
 

Messaggio del Nuovo Millennio dalla residenza del figlio Ujjwal Lahiri a Indore ( India).

La causa alla radice del dolore e dell'agonia:
1) Le credenze hanno costruito strade che si intromettono nel campo dello sconosciuto e dell'in-nominabile
2) Il bagaglio delle esperienze è diventato più importante della beatitudine della vacuità
3) Le immagini interferiscono nelle relazioni tra le persone
4) L'insistenza dell'entità soggettiva (ego) ad essere predominante sullo stato di esistenza
Dieci discipline base:

1) Non credete a qualunque cosa con facilità. Esaminate le vostre credenze ed esperienze criticamente, penetrando la natura reale di tali credenze ed esperienze e non tramite interpretazioni prese dalla spazzatura delle scritture, da autorità e da materiali pubblicati. Per favore comprendete che a) Credere è fonte di disturbo, comprendere è divino. b) Credere genera brame, comprendere porta la calma. c) Credere è inquietudine, comprendere è consapevolezza. d) Credere è bigotteria e conflitto, comprendere è beatitudine e benedizione.

2) Non propagate la vostra fede asserendo che è la migliore e l'ultima parola. Scoprite se la vostra fede può ridurre il conflitto in voi stessi, nella vostra famiglia, nella vostra società, nella vostra nazione e anche tra le nazioni. Non convertite la vostra fede in ceppi, rendetela uno strumento di liberazione.

3) Non fuggite dalla fattualità dei miti, dei pungoli e delle tare della mente tramite attività centrifughe, ma affrontate la mente attraverso una percezione e una ponderazione centripete, generate così una trasformazione che mette fine alla violenza della mente in qualsiasi forma.

4) Non convertite le percezioni sensoriali in sensualità attraverso scelte, classificazioni, velleità e opposti. Rimanete in uno stato di presenza mentale equanime.

5) Usate l'informazione e la conoscenza solamente per scopi pratici. Non nutrite alcun coinvolgimento psicologico in nessuna informazione. Non fatevi coinvolgere, non indulgete, non fatevi influenzare o inibire dall'informazione. La libertà dall'informazione rispetto al far sussistere l'informazione è la caratteristica che redime il cervello umano, e non è possibile in un computer. L'informazione senza la trasformazione è solo chiacchiera.

6) Non chiedete un significato dalla vita. La pienezza della vita esiste in modo così bello solo perché non ha alcun significato. Se voi chiedete un significato, chiederete suicidi e assassinii. La mente, nella vana e volgare ricerca del significato della vita, si trascina essa stessa nella cultura dell'uccidere e dell’essere uccisi per i vaneggiamenti e i nonsensi insiti nelle credenze religiose e in altri falsi ideali. La mente, che è effimera, prova a rendersi permanente tramite l'invenzione e l'immaginazione del significato; invece la vita esiste nella procreazione, nella sopravvivenza e nella dissoluzione simboleggiate da Brahma, Vishnu e Shiva.

7) Scavate in profondità in un solo punto del vostro campo. Solo allora troverete l'acqua. Se continuerete a scavare in più punti senza andare in profondità, rovinerete solamente il campo e non riuscirete mai a raggiungere il livello dell'acqua.

8) Non usate il Guru solo per una gratificazione mentale, così facendo il Guru è solamente un insegnante. Chiedetegli di toccare la vostra vita, così facendo il Guru è amore. Datevi alla compatibilità totale; così facendo il Guru è la terra, il sacro suolo dell'esistenza. E questo è Dio.

9) Ricordate la degenerazione di ciò che si ripresenta in cicli e del susseguirsi di nascita e morte. Fuoriuscite dalla ruota del samsar piuttosto che restare confinati in essa. Questo è vero sanyas, non semplice posa e costume.

10) Siate meditativi. Meditate su qualunque cosa vi si presenti. Meditate anche sulle vostre distrazioni. Un'esistenza meditativa non è il movimento dell'esperienza. La pratica senza la percezione è profana.

Con tanto amore a tutti i Kriyaban
Shibendu Lahiri