Nirvana Satakam
Questi sono i sei versetti per il Nirvana, la liberazione.
(I)
Mano buddha hankara chittani naaham
Nacha shrotra jivhe nacha ghrana netre.
Nacha byoma bhumi natejo navayu
Chidananda rupa shivoham shivoham..
(II)
Nacha pranasangyo Naboi panchavayur
Naba saptadhatur Naba Panchakoshah.
Nabaak panipadam Nacho pasthapayu
Chidananda rupa shivoham shivoham…
(III)
Naumey dwesha ragou naumey lobhamohau
Mado naibo menaibo matsaryabhava.
Nadharmo nachartho nakamo namokshas
Chidananda rupa shivoham shivoham…
(IV)
Napunyam Napaapam Nasoukhyam Nadukkham
Namantro Natirtham Naveda Nayagnyah.
Aham bhojanam naibo bhojyam nabhokta
Chidananda rupa shivoham shivoham…
(V)
Namrityur nashanka naumey Jatibhedah
Pitanaibo menaibo matano Janma.
Nabandhur namitram Gururnaibo shisyas
Chidananda rupa shivoham shivoham…
(VI)
Ahamnirbikalpo nirakararupo
Bibhutachya sarvatra sarvendriyanam.
Nachaasangatam naibo muktir nameya
Chidananda rupa shivoham shivoham…
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Lo spirito del Nirvana Satakam
(I)
Non ho nome, Sono come la fresca brezza della montagna. Non ho luogo
ove posarmi, Come l’acqua che scorre io sono. Alla stregua degli
dei oscuri non dispongo d’un santuario. Non dimoro nell’ombra
d’imponenti templi. Non ho testi sacri, Né son ben versato
nella tradizione.
(II)
Non puoi trovarmi nelle volute d’incenso che s’innalzano
al di sopra d’elevati altari N’è nella pompa delle
cerimonie. Neppure nelle immagini scolpite io sono Né nel canto
solenne d’una melodiosa voce. Non v’è teoria che
mi limiti Né corrotto da credenze io sono. Non sono avvinto
dai lacci delle religioni Né dalla pia contrizione dei loro
preti.
(III)
Non sono intrappolato dalle filosofie Né soggetto al potere
delle loro sette. Né in alto né in basso posso essere
trovato, Né l’adoratore né l’adorato io sono.
Io sono libero. Il mio canto è il canto del torrente Che, errando
errando, gli aperti mari già invoca. Io sono la vita.
(IV)
La vita non ha filosofia alcuna Né di sottili sistemi di pensiero
s’avvale. La vita non ha religione, Non prevede adorazioni in
solenni santuari. La vita non ha dio Né conosce il fardello
d’un mistero che incute timore.
(V)
La vita non ha dimora, Non conosce la dolorosa tristezza d’una
decadenza finale. Né piacere né dolore essa conosce E
neppure l’insania d’una mai sazia brama d’amore.
Né buona né cattiva è la vita Né d’una
sconsiderata colpa l’oscuro castigo conosce.
(VI)
Conforto non offre la vita, In un santuario d’oblio essa non
si concede riposo. La vita non è materia né spirito,
In essa ogni crudele divisione tra azione e non-azione scompare. La
vita non conosce morte, Né all’ombra del tempo il vuoto
della solitudine. Libero è l’uomo che vive nell’eterno.
Poiché la vita è.
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